domenica 17 marzo 2019

JERICOACOARA MON AMOUR


JERICOACOARA MON AMOUR

Domenica letteraria.
Ecco un nuovo post, cover (parziale) di un vecchio post di domenica 13 dicembre 2009 (il seguito le prossime volte)
Capirete perché… (saudade di terre lontane e atmosfere calde e cool).
P.S. Jericoacoara fa riferimento al mio romanzo, da cui questo brano è tratto.

Guardiana del sogno, la brezza pomeridiana. My boo: Arianna, sospinta dai sospiri eterici di Alicia Keys, scavalcò flessuosa l’adone sdraiato sulla sabbia fine lambita dall’andirivieni di onde, tenue sospiro dell’oceano. La pelle brinata, e brunita, di Tomás raccoglieva golosa i gelosi raggi del sole tardo-invernale del Nordeste, caldi malgré tout. Rinviandoli rifratti e condensati a formare un’aura caleidoscopica, custode del suo corpo come in un sacro sarcofago. Uniche increspature, il vibrare della muscolatura tonica e il crogiolarsi sul bagnasciuga della spuma effervescente: lascivo invito al retrostante, desertico, Sertão a lasciarsi andare.
Brasile: legno di colore rosso. E rosso fuoco il colore (politico) e il calore di Arianna, specie quella ex ante. Il primo tuffo velvet underground dalle felpate sabbie di Praia das Fontes, nel febbraio del ’74: lo stesso anno, la stessa acquariana atmosfera dell’incontro con Lorenzo, solo un paio di mesi in anticipo.
“Quando soffia la brezza primaverile dell’amore ogni ramo, che non sia secco, si mette a danzare.” La poesia di Rumi, il bardo sufi che soffiava nel suo oceano interiore, aveva accompagnato il surfeggiare del suo cuore alla Prevert sulle onde dell’amore, prima cosmico, poi orgasmico. Un amore (quello pre-Lorenzo) sbocciato sulle dune di sabbia bianca e fiorito tra le scogliere e il labirinto stellare delle falesie.
Era la seconda storia importante di Arianna, una passione sbocciata sulle ceneri (e sbocconcellata sulla sabbia). La prima, invece, appassita, bocciata, scivolata sulla prima buccia di banana. Gialla ma annerita in più punti. Ma questo frutto della passione, passiflora sbucata dall’oceano, ben lontano da casa, era stato più profondo, eppure anch’esso fugace.
Nulla, però, in confronto alla terza, la liaison con Lorenzo. Questo amore così violento, così fragile, così tenero, così disperato. Bello come il giorno, cattivo come il tempo. quando il tempo è cattivo. Questo amore così vero, così bello, così felice, così gaio e così beffardo. Tremante di paura come un bambino al buio. E così sicuro di sé, come un uomo tranquillo nel cuore della notte. Questo amore che impauriva gli altri. Che li faceva parlare, che li faceva impallidire. Questo amore spiato. Perché noi lo spiavamo. Perseguitato ferito calpestato ucciso negato, dimenticato. Perché noi l’abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato, dimenticato. Questo amore tutto intero. Ancora così vivo. E tutto soleggiato...

venerdì 15 marzo 2019

LETTERA A UN’ANIMA (a message in the bottle)


LETTERA A UN’ANIMA
(a message in the bottle)

Continuando con le cover, eccovi un post di martedì 26 maggio 2009.

“Non vedi come soffrono le coppie? Già quando l’amore è felice e i corpi si congiungono, non riescono a saldarsi, a confondersi in un solo essere. Così nasce la lotta. Ci logoriamo, consumiamo le forze, passiamo i giorni sotto il capriccio altrui.”
Sì, lo so, ci sono difficoltà a gestire se stessi, figuriamoci il rapporto con gli altri…
Eppure, se ti disidentifichi dalle cose, dai pensieri, dalle emozioni… e le guardi, le tocchi, le vivi, senza identificarti con esse, mantenendo quel rapporto di distacco, di “fare come se non facessi” (così direbbero Gesù e san Paolo), o quel pathos della distanza tanto caro a Nietzsche, vedrai come il tuo Io ‘attaccaticcio’ e ‘molliccio’ si abbasserà e comincerà, invece, a innalzarsi il tuo spirito, la tua essenza: insomma, il tuo vero(nel senso di Jung e Assagioli).
Sì, quella tua natura (quasi)divina che può portarti al terzo cielo (al settimo, quando la tua estasi si trasforma in gioia ineffabile) o nelle profondità della vita terrena – per provare le gioie umane, anch’esse da gustare.
(A proposito: terzo e settimo cielo sono la stessa cosa – l’importante è che tu non rimanga a mezz’aria, lì dove ci sono i fumi dello smog…).

Dai, allontanati dalle cose inutili, smettila di essere “aspirato dai tuoi pensieri, dai tuoi ricordi, dai tuoi desideri, dalle tue sensazioni, dalla bistecca che mangi…”
Svuotati dell’estraneità e riempiti di intimità!
Fermati e ascolta il tuo Dio e poi… riparti. Metti un tigre (lo spirito) nel tuo motore!
E ricorda: tu puoi fare ogni cosa – tutto ti è lecito – direbbe ancora san Paolo (ma non tutto fa bene… aggiunge), purché tu lo faccia con amore (anche con passione, ma devi saperti ‘staccare’ – e ‘riattaccare’ – al momento opportuno).
Insomma, per dirla alla sant’Agostino: Ama e fa’ ciò che vuoi…

Oh, it’s such a perfect day. I’m glad I spend it with you. Oh, such a perfect day. You just keep me hanging on. You just keep me hanging on.
Giorno perfetto. Ora sei cavallo ma coi piedi per terra. Gongolante (e dondolante) tra Lou Reed e Lou Salomé. Canto e anima. Tutta tacchi Jimmy Choo (perfettamente piantati per terra). Ma avresti passeggiato tranquillamente a piedi nudi…
Tu che dici, ora sempre più convinto: “Ricerco la gloria non il successo. Ricerco la bellezza, non la ricchezza. Ricerco la verità, non la menzogna. Io non scrivo libri per intrattenere i passanti, oppure me stessa, io scrivo perché ho una missione, sfondare porte.” Forse ti senti un po’ come Isabella Santacroce, lanciata a sfondare porte…
O forse ti senti: Caos calmo, Cosmos agitato…

Bene, se tu in questi giorni hai avuto un incontro ‘trasformante’, questo altro non è che un’occasione da prendere al volo per volare alto.
Non dire addio alla vita, non ti abbattere, non ti deprimere, solo perché sei in un periodo di confusione. Se sei in crisi è perché stai per avere l’occasione decisiva.
Krisis significa, non solo crisi, ma soprattutto scelta, opportunità.
Ricorda: non ci sono fallimenti, ma solo strategie sbagliate. Ora è il tuo momento, il tuo kairòs: da ora in poi sempre più strategie vincenti…

Affidati al tuo stratega del momento, al tuo mentore, a colui che, sceso come lo Zarathustra nicciano dal monte, ti offre i doni che lo Spirito, in questo kairòs, gli ha messo tra le mani affinché li offra a te.
Senti il tuo cuore ‘riscaldarsi’ (come i discepoli sulla via di Emmaus), senti sbocciare in te l’amore, la pace, la gioia, la voglia di gridare, di saltare, piangere, ridere, rotolarti per terra, volare… Ma ti senti anche un po’ confuso, disorientato, senza voglia di fare niente, di vedere gente (anche perché non condividi più nulla con la massa, siano pure tuoi amici).
Allora, non rimanere più sveglia la notte a dondolarti sulla sedia!
Mettiti a letto, lasciati andare e lascia che i tuoi i sogni passino per le porte di corno (i sogni che la verità incorona se un mortale li vede).
Intingi in essi la tua panna mentale, strappata all’uccello nottaiolo attardatosi a oziare sullo spoglio ramo e scrivi sul tuo corpo: Oggi è il giorno…
D’ora in poi ogni tuo piccolo successo quotidiano ti porterà sulle vette, lì dove cielo e terra si fondono e confondono in un amplesso senza tempo, in un sottile suono di silenzio (la voce di Dio).
Tu sei un’onda nell’oceano dell’universo, tu sei un vortice nel campo quantistico dell’intero cosmo… Tu sei!


mercoledì 13 marzo 2019

È NATA UNA STELLA





Oggi vi ripropongo il primo post del mio (allora) nascente blog: Dal caos la stella danzante.
Era martedì 18 novembre 2008.

In principio era il Caos, poi fu il Cosmos: ma durò solo il tempo di un battito d’ala...
Poi di nuovo il Caos – prima tonante poi Caos Calmo... Il mondo entrò in un cul de sac e ne uscì ”andando oltre su una cometa di polvere bianca”.
Ci saranno pure le Mille luci di New York, le acque di Roma saranno pure rosso Trevi, ma “... in una città di due milioni e mezzo di scheletri, la presenza di qualche migliaio di viventi passa inosservata.”*
Caos, Cosmos, Krisis... Ma cos’è questa crisi? Niente di particolare, se arriviamo alla radice del termine (Krisis: scelta – discernimento), e se fermiamo l’attimo fuggente (ma quello propizio, di qualità, il Kairòs).
Diamo dunque fuoco alle polveri (quelle di Jay McInerney sono troppo bianche), sperando (ma noi abbiamo fede...) che gli scheletri si rimpolpino e si ri-animino.
Partiamo dunque con il Blog. In attesa di altre risorse da far scaturire dal sottosuolo (alcune gratis, altre démi-free), ecco un primo articoletto (si parlerà in seguito, prevalentemente, di crescita personale, psicologia, filosofia, teologia, architettura e territori vari).
Dalla prossima volta, alcuni stralci di scrittura creativa (o alla creatina, spero non cretina) tratti dal mio romanzo-saggio (inedito, per il momento)*: Gocce di pioggia a Jericoacoara (per chi è interessato, non solo alle gocce ma all'intera pioggia, me lo faccia sapere: si può trattare...)

* Lo trovi nel mio “Gocce di pioggia a Jericoacoara”, che verrà pubblicato nel febbraio 2011 e che nel 2013 vincerà il premio “Emily Dickinson” per la Letteratura.

NEL CAOS FIORISCE UNA STELLA DANZANTE

“Il Mc Donald’s all’angolo tra via XX Settembre e via Fiume è sbarrata da pannelli di legno come a Sarajevo (...) arrivano gocciolando sudore i ragazzi di mezza Europa (...) Tute Bianche, centri sociali e cani sciolti di varie razze”.
Così un noto settimanale dipingeva alcuni momenti (i meno ‘bellicosi’) della ben nota “Battaglia di Genova”: la contrapposizione tra i G8 – a favore della mondializzazione – e gli anti-G8 – contro la globalizzazione e le temute conseguenze sui Paesi poveri: una contrapposizione totale di vedute su ambiente, salute, commercio mondiale. debito, finanza e tecnologia.
Volendo sintetizzare i proclami dei giovani contestatori anti-G8 – il cosiddetto popolo di Seattle – il loro slogan è: Vogliamo cambiare gli equilibri del mondo.
Quest’evento (pur con i suoi lati oscuri e negativi), la cui onda lunga ha di nuovo fatto risacca sulla battigia delle nostre esistenze poco assolate, portando relitti d’ogni sorta, evoca un’altra figura di contestatore non-global: Gesù.
Sì, proprio Lui, Colui che ha rivoluzionato il mondo duemila anni fa, e la cui rivoluzione silenziosa ha fatto più rumore di tante battaglie... (circa i suoi epigoni, è un’altra storia… leggenda, mito, realtà).
Se Cristo avesse cambiato le strutture (come, in gran parte giustamente, chiedono gli anti-G8) senza cambiare l’uomo, il caos avrebbe partorito solo ‘stelle fisse’.
Ma Gesù non si è limitato a un’opera esteriore (sia pur fondamentale), ha voluto cambiare l’uomo, rendendolo veramente una nuova creatura, una stella danzante (non solo polvere di stelle): altruista, universalista se si vuole, ma anche ‘radicale’ (collegato alle ‘radici’), solidale (e ‘sodale’, nel senso migliore del termine), amante della giustizia e… ribelle (non con la forza della violenza, ma dello Spirito e dei fatti – fossero pure idee senza parole) contro ogni struttura di oppressione ed emarginazione...
Tornando al G8, è quindi vero che la rete di reciproca dipendenza tra tutte le attività umane (innanzitutto, quelle economiche, ma anche quelle relative al pensiero) si è fatta stretta come la tela di un ragno, o la trama di un tessuto, per cui la libertà individuale è strettamente legata alla giustizia sociale (Tutto è Politica), ma la vera libertà, se pure è ‘antagonista’, scaturisce da una lotta (spesso angosciosa) combattuta essenzialmente nell’agone interiore – per quanto poi microcosmo e macrocosmo siano strettamente inter-facciati (lo psicologo ‘socio-cognitivo’ Albert Bandura parla di una relazione ‘triadica’ tra comportamento, fattori personali interni – in forma di eventi cognitivi, affettivi e biologici – e ambiente esterno).
Il Cristo è sceso dal Cielo (per chi crede nel Vangelo, in questo ‘bel messaggio’ – euanghelion), Zarathustra è sceso dal monte. Scenderemo noi dalle nostre pianure per provare l’esperienza delle vette?