martedì 28 febbraio 2023

HEROES Il viaggio dell’eroe (remix)

HEROES

Il viaggio dell’eroe

                                          (remix)

 

Beato un popolo che non ha bisogno di eroi”, disse a suo tempo Bertolt Brecht (a ragione o non a ragione: dipende dalle circostanze). Fatto è, invece, che, invischiati come siamo nella melassa melliflua e reverenziale e nella “platitude” conformistica e consumistica (le “mosche al mercato”), più che mai abbiamo, invece, bisogno di veri eroi…

Il concetto di ‘eroe’ l’ho ritrovato tempo fa leggendo “Il risveglio dell’eroe con la PNL” di Robert Dilts e Stephen Gilligan, due guru della ‘trans-formazione’. Questo, tanto tempo fa (almeno due decenni), quando, ancora digiuno di PNL e “derivati”, mi crogiolavo tra le “uova del drago” di Joseph Campbell, Mircea Eliade, Richard Rohr, Vladimir Propp, gli stessi Jung, Hillman e Laing, con le loro scorribande nelle lande del mito, della fiaba, del sacro, della psiche, del simbolo, dello spirito, alla ricerca del sacro graal del “senso della vita” (quello vero, non quello veicolato dalla tivvu e dai vari media massificati e telecomandati).

 

Vorrei quindi iniziare su questo blog, un po’ “ballerino” un po’ “cercatore”, un “viaggio dell’eroe”, in cui, tra ‘sponsor’, angeli, dèmoni/demòni, principesse e briganti, vi possa portare, a partire da “sentieri interrotti”, verso la “radura luminosa” (Heidegger docet).

Ma è un viaggio già iniziato… direte voi. Sì, è vero, questo blog è una vera e propria promenade architecturale (più che altro, archetipica, o tipologica), ma questo è un nuovo inizio (senza tralasciare le quisquilie e pinzillacchere).

 

Bene, per introdurre la figura dell’’eroe’, ossia dell’uomo ‘risvegliato’, che riconosce la sua ‘vocazione’ (‘chiamata’ – talento disotterrato), comincio dapprima da Propp e la sua “morfologia della fiaba” (tratto, per celerità, da Wikipedia).

 

Personaggi

Propp individuò sette personaggi caratteristici delle fiabe:

1.      Eroe: protagonista che, dopo aver compiuto un’impresa, trionferà;

2.      Antagonista: l’oppositore dell’eroe;

3.      Falso eroe: si sostituisce all’eroe con l'inganno;

4.      Mandante: chi spinge l’eroe a intraprendere la sua missione;

5.      Donatore: la guida dell’eroe, colui che gli dà un dono magico;

6.      Aiutante: chi aiuta l’eroe a portare a termine la missione ricevuta;

7.      Persona ricercata: premio finale per l’eroe.

A volte il donatore può essere anche l’aiutante, come il mandante può essere anche antagonista, a seconda, naturalmente, della fiaba.

 

Schema

Lo schema generale di una fiaba, secondo Propp, è il seguente:

1.      Equilibrio iniziale (inizio);

2.      Rottura dell'equilibrio iniziale (movente o complicazione);

3.      Peripezie dell’eroe;

4.      Ristabilimento dell’equilibrio (conclusione).
  
Funzioni

Queste sono le 31 funzioni individuate da Propp:

1.   Allontanamento: uno dei membri della famiglia si allontana da casa – p. es. il principe va in guerra;

2.   Divieto (o ordine): all’eroe viene imposto un divieto (p. es. a Cappuccetto rosso viene proibito di passare per il bosco);

3.   Infrazione: il divieto è infranto (p. es. Cappuccetto rosso passa per il bosco);

4.   Investigazione: l’antagonista fa delle ricerche sull’eroe;

5.   Delazione: l’antagonista riceve le informazioni;

6.   Tranello: l’antagonista tenta di ingannare l’eroe;

7.   Connivenza: l’eroe cade nel tranello;

8.  Danneggiamento (o mancanza): l’antagonista reca danno all’eroe (oppure viene a mancare qualcosa) – p. es. la bella addormentata è punta a causa della maledizione di una vecchia fata;

9.   Mediazione: il danneggiamento o la mancanza vengono resi noti;

10. Consenso: l’eroe reagisce;

11. Partenza: l’eroe parte;

12. Funzione del donatore: il donatore mette alla prova l’eroe;

13. Reazione: l’eroe supera la prova;

14. Fornitura: il donatore dà l’oggetto magico all’eroe;

15. Trasferimento: l’eroe si trasferisce, o viene condotto sul luogo in cui si trova l’oggetto delle sue ricerche;

16. Lotta: l’eroe e l’antagonista ingaggiano direttamente la lotta;

17. Marchiatura: all’eroe è impresso un marchio;

18. Vittoria: l’antagonista è vinto;

19. Rimozione: l’eroe viene liberato dal danno o dalla mancanza iniziale;

20. Ritorno: l’eroe ritorna;

21. Persecuzione: l’eroe è sottoposto a persecuzione;

22. Salvataggio: l’eroe si salva;

23. Arrivo in incognito: l’eroe arriva in incognito a casa o in un altro paese;

24. Pretese infondate: il falso eroe avanza pretese senza fondamento;

25. Prova: all’eroe è imposto un compito difficile, una prova da superare;

26. Adempimento: il compito difficile è eseguito;

27. Identificazione: l’eroe viene riconosciuto

28. Smascheramento: il falso eroe (o l’antagonista) viene smascherato;

29. Trasfigurazione: l’eroe assume nuove sembianze;

30. Punizione: l’antagonista viene punito;

31. Lieto fine: l’eroe ottiene il premio finale; spesso si sposa o ottiene un regno.

 

Bene, se vi ritrovate, non dico in tutte, ma in molte di queste situazioni, avete fatto (o state facendo) un viaggio dell’”eroe”…

 


 

sabato 10 dicembre 2022

                

                  CHRISTMAS SONG

Maschere, incenso e mirra

Ventuno dicembre: solstizio d’inverno. Ventuno grammi: il peso dell’anima.

“... se la psiche è l'anima, e l'anima è il mondo della nostra esperienza, come sostiene Aristotele, essa ci fa paura. Non ne vogliamo troppa o troppe varietà. La vogliamo ridotta a percezione e a immaginazione terrene, niente sogni a colori.” (R. D. Laing).

Anima disanimata, parole senz’anima. Questo spesso è lo ‘spirito’ del Natale, il Sole che nasce nella notte (dellanima). Gesù, il solstizio (spirituale) d'inverno...

Ma il Natale può essere altro, e ‘oltre’: anche ultra (o ultrà). L’importante è che dietro lo specchio delle parole ci sia un’anima. Meglio, anima e sangue.

Venticinque dicembre: Natale. Sì, bloody Christmas (anche un po’ blue & green).

Natale rosso vitale: anche Babbo Natale si è tinto di rosso (molti anni fa era verde): che sotto sotto non sia anche lui un ultrà? Carne e sangue: non solo “sangue dei vinti” (sconfitti nella lotta dell’esistenza), ma sangue dei vincitori.

Natale al sangue (non ‘esangue’). Sang real. Nell’attesa dell’instaurazione (o restaurazione), dopo tanta retorica, del modello di uomo e donna ‘persuasi’, come direbbe Michelstaedter, il filosofo forever young (morto, da sé, troppo giovane). 

La ‘persuasione’ dell’individuo autentico, cioè realizzato, vs la ‘retorica’ dell’individuo diviso (inautentico).

Il vero Natale: la nascita di Cristo dentro di sé. Dall’”uomo a una dimensione”, per dirla con Marcuse, a quello a tre dimensioni. Dall’Io diviso all’Io unificato (Ronald D. Laing). Pensiero diversificato vs bispensiero ‘unico’. E last but not least, un Natale eclar, cristico e solare, vs il Natale d’accatto e d’achat.

In sintesi (senza psicanalisi, con un po’ di psicosintesi), una modalità di vita ‘vera’, pregna di senso e di valore, vs la falsità, la banalità, la massificazione. Kultur vs Zivilisation.

Un Natale moderno e antico vs il vivere pseudo-moderno basato sulla platitude e sulla piattezza pseudo-esuberante del consumismo mordi e fuggi dei tanti bipedi intubati su SUV gasati, impupazzati e imbolsiti, con l’immancabile protesi-cellulare incollata a orecchie sempre più insordite.

«Il deserto cresce... guai a chi cela deserti dentro di sé!» (Nietzsche)

Io, nel frattempo, continuo a mirare (al)le stelle... Fatto è che, tra white merry Christmas e Barry White (e non solo: Alicia Keys e Sade scalpitano), sto in souplesse da paresse natalizia.

La neve m’imbianca (virtualmente), ma non mi sbianca, né mi sbanca (un po’ mi svampa). Sono però più sbilanciato verso la saudade; se non Café del mar o Malibu, almeno la mia Jericoacora: di lì pesco la solita perla (i pascoli oceanici sono ancora fruttuosi…).

Blue in green. Kind of blue. L’atmosfera si fece rosé. Fuori, buio assoluto (la luna dormiva, le stelle erano in libera uscita). A frotte sciamarono dalla discoteca, danzando, cantando, urlando (eppure sembrava s’udisse solo un sottile suono di silenzio). Si sparsero nelle strade, corsero sui muri, scivolarono sui tetti… A piedi, in bici, in moto (le macchine, appiedate). Cristo e l’arte della manutenzione dell’anima.

Tutti furono toccati. Soprattutto, i cuori. L’aria fu tutta impregnata, saturata, ossigenata. Cominciò a piovere. Diluvio universale (per il momento solo un inizio di piovasco estivo. Ma quante nuvole all’orizzonte!). Nessuna sirena nella notte, solo musica e danze. Preparate il vitello grasso (anche solo un’insalatona).

Il cielo s’illuminò. Solo un lampo. Eclar. I lampioni, più luminosi del solito. La luna si affacciò al verone (ma Firenze continuava a dormire). Le stelle si precipitarono sotto di lei (non tutte: Florence sogna e c’era chi sognava con lei. Anche chi flirtava all’ombra dei portici – del cielo).

Pioggia a catinelle. Diana inciampò in un barbone (e le stelle a guardare. Anche la luna, ritrosa). Poco mancò che cadesse (il marciapiede, per di più, era scivoloso). Non si allontanò. Si avvicinò ancor più. Nessuno la trattenne. Volle dargli un po’ d’amore. Ma si limitò a carezzarlo con affetto, carità. S’inginocchiò, lo guardò negli occhi. Pianse. Lui sorrise. I suoi denti erano più bianchi delle perle.

(dal finale di Gocce di pioggia a Jericoacoara).

 E che le gocce di pioggia possano divenire un acquazzone di benedizioni, spirituali e materiali (a matrioska), per tutti voi!