mercoledì 17 giugno 2009

Don't keep me hangin' on

Don’t keep me hangin’ on!


La ‘dolcezza’ che stai provando seguendo le ultime vicissitudini di questo blog ti fa nascere nel cuore una gioia tale che non puoi non pensare di essere tutta avviluppata interiormente dall’abbraccio divino dell’amore. Ora, questa gioia e questa ebbrezza sorpassano in dolcezza, per l’anima e per il corpo, tutto quello che il mondo intero può darti.

È lo Spirito che si diffonde nel cuore, per mezzo dei suoi doni, e vi spande una così grande e gustosa consolazione ed una tale gioia che il cuore interiormente straripa.

Allora si comprende bene quanto sono miserabili coloro che restano al di fuori dell’amore. La gioia così provata fa quasi sciogliere il cuore, tanto che non puoi più contenerti sotto l’abbondanza della gioia interiore e dell’ebbrezza paradisiaca dei sensi.

Ti è piaciuto il brano? Non è tutta farina del mio sacco, ma è la mia elaborazione di un excerptum dall’opera di un ‘mistico’ medievale.

Ma c’è il mio spirito!

Tu, leggi il brano, rileggilo, gustalo, sentilo a pelle, sottopelle – I got you underskin… fatti titillare dal ‘tocco’ delle parole, fatti pervadere dall’ebbrezza delle emozioni…

”Quando il liuto intona la melodia, il cuore, impazzito, spezza le catene. (Gialal al-Din Rumi)

Sì, richiama immagini piacevoli, ricordi che ti fanno sognare, vibrare, addolcire…

Fa’ tintinnare, vibrare, il campanellino dei tuoi sensi.

Vedrai che anche lo spirito comincerà a vibrare…

Il tuo angelo è dietro l’angolo (no, forse è in ascensore…)

Cambiare la vita significa cambiare la vibrazione…

Volere una cosa significa mettersi sulla stessa vibrazione della cosa.

E tu cosa vuoi?

Desiderala con intensità e l’avrai!

Pensa con desiderio a ciò che vuoi, visualizzalo, facendoti pervadere da tutte le sensazioni che più ti ‘attizzano’ (suoni, profumi, atmosfere, musica, colori, luci, sguardi…) e poi all’apice della tua visualizzazione stringi il pollice sinistro tra indice e medio.

Hai gettato il ‘seme’ del tuo ‘desiderio’ nel terreno ‘fertile’ dello spirito: tra non molto si avvererà!

Se due persone, o, in generale, due realtà, sono ‘innamorate’ l’una dell’altra, respirano la stessa stimmung, la stessa aria (e aura).

Entrano così in comunicazione, in comunione. Il Tu e l’Io di due ‘comunicanti’ s’incontrano nel Mitwelt, nel mondo comune tra i due mondi, nell’intramondo. E lì suonano le campane…

E soffia lo Spirito.

Tu sei passato (o passata) da un mondo solitario (anche se affollato di gente benpensante, benvestita, benestante… ma ora hai dato loro il benservito!) a un mondo in cui due ‘mondi’ che per tanto tempo si sono rincorsi sono arrivati finalmente a ricongiungersi…

Let’s stay together…

La Dynamis (lo Spirito) sospira, ti fa respirare, riempie, ricuce, dopo aver “dato un taglio”. Ti fa rivivere…

“To suffer one’s death and to be reborn is not easy.” Sì, ha ragione Fritz Perls, lo psicologo ‘ghestaltico’: è difficile, non è uno scherzo, morire per poi rinascere…

Muori alla vita inutile e rinasci alla Vita…

E se c’è vita, c’è vittoria. Tutte le tue sconfitte, piccole cadute o débâcle, si tramuteranno in vittorie. Il tuo valore sarà riconosciuto (specie da te…).

Tu sei stata pronta (pronto) a investire il tuo tempo, la tua energia, le tue emozioni, la tua passione, per creare la vita dei tuoi sogni.

“Chi guarda dentro sogna, chi guarda fuori si risveglia” – parole di Jung. E per stare sulla stessa lunghezza d’onda: “L’uomo saggio non dà le giuste risposte, ma pone le giuste domande.” Sono passato a Claude Levi-Strauss.

E per concludere in bellezza, con Isaia: “Quelli che sperano nell’Eterno acquistano nuove forze, si alzano in volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano.” E scusami se è poco…

E tu: sogna, guarda dentro te (e a chi ti guarda con sguardo ‘diverso’), ‘risvegliati’, fatti le giuste domande e… non ti curar di loro, ma guarda e passa.

Pensa che puoi volare e… ti cresceranno le ali!

Più ti senti leggera, più sei libera dal tempo… e più le cose ti scivolano addosso!

Sei un essere di luce, illumini tutto, niente ti può scalfire, non hai corpo (e sei un corpo…)

Sei un essere fisico, hai emozioni, vivi perché ora sei viva, sei vivo: hai pensieri, emozioni, passioni, ma la luce toglie ogni ombra da te.

Sei leggero, leggera, nulla può ancorarti a terra.

Sei un essere fisico, sei ancorato a terra, ma se vuoi puoi volare…

Sei presente al presente… Il presente ti risponde.

Sei presente al passato: il passato ti riconosce e va via.

Sei presente al futuro: il futuro ti riconosce e viene da te…

Se tu sei nella luce, non hai più cognizione del tempo…

Disconnettiti dall’attesa o dal ricordo, vivi l’ora…

Ricorda: oggi è il tuo giorno!



lunedì 15 giugno 2009

Do you wanna ride?

Do you wanna ride?


“L’esistenza non la puoi mai dedurre, la incontri.”

Devi uscire definitivamente dalla tua ‘bolla’ (la comfort zone), devi passare sotto le spade degli angeli a guardia del giardino dell’Eden...

Devi estrarre la spada dalla roccia, devi sciogliere il nodo che ti lega, devi scegliere (ma puoi avere anche più opzioni: l’importante che almeno una ti dia lampi di felicità!).

Devi vivere

“Giro, faccio cose, vedo gente… così tu mi dirai. Ma non basta…

Puoi andare al miglior party della zona, quello dell’avvocato, del notaio, del ‘commenda’, di chi vuoi… ma ti rimarrà l’amaro in bocca se non sei lì con chi ti dà la carica o non trovi uno (o una) che ti dà la scarica...

Non importa se l’incontro è effimero, l’importante è che il suo effetto sia duraturo.

Goditi quei momenti e rivivili quando hai bisogno di pace o di energia.

Sei nervoso, sei nervosa?

Ti senti vuoto, confusa…

Ma in uno scatto di ‘ultima’ vitalità vuoi succhiare il midollo della vita?

Allora, inizia a prepararti alla ‘rinascita’ (c’è un lui o una lei che ti aspetta dietro l’angolo, o dietro l’angelo…).

Dai, prova!

Rivivi l’ultima ‘scena’: ti guarda, lo guardi… sorridi, sorride… ti prende la mano, la porta sulla guancia: l’indice segue il contorno delle labbra jolie, ti carezza i capelli, poi la nuca, il collo, ti cinge la vita…

Bene: nel momento clou della visualizzazione, quando tutti i tuoi sensi sono accesi, premi pollice e indice della mano destra, formando un occhiello.

Ripeti l’esercizio più volte nei prossimi giorni e vedrai che ti basteranno pochi secondi per calmarti di colpo, addolcirti, sdilinquirti, volare al settimo cielo.

Poi, addirittura, ti basterà fare ‘click’ (ossia il solo ‘occhiello’ con il pollice e l’indice destro) per acquietarti (non ci sarà nemmeno bisogno di rivedere il film mentale).

Se poi vuoi caricarti, ‘energizzarti’, visualizza una situazione in cui sei stato (o stata) vincente: per esempio, tu che seduci con il tuo fascino e ti porti sulle spalle la preda…

In questo caso, al momento culminante del ‘film’, devi fare ‘click’ con la mano sinistra (l’analogo del click destro, oppure, è più efficace come ‘energizzante’, stringi il pollice sinistro tra l’indice e il medio).

Sì, calmati, energizzati (ti consiglio su YouTube More and More di Joe e Do You Wanna Ride? [Love scene] di Adina Howard, due ‘pezzi’ che ti attizzano…), ma non vivere più la tua vita piatta, anche se tra lusso e SUV (“… dove ci sono le Range Rover non può esserci una gran sete di conoscenza” – così secondo la Grazia Verasani ‘noir’ di ‘Quo vadis, baby?’ Ma io forse ho trovato l’eccezione…).

Dai, incontriamoci! (oltre il blog, oltre il click…):

Ci incontriamo agli angoli delle strade. A coppie, a grappoli, a stringhe sempre meno sottili. Cresciamo all’ombra dei portici, come batteri, morule, embrioni di future miriadi, angeli sparsi in cerca di paradisi possibili.

Siamo le membrane plasmatiche del centro e delle periferie urbane, giunzioni occludenti il vuoto delle menti e delle anime, teurgi plastici in cerca di corpi da rigenerare. Col forcipe dello spirito recidiamo le sbarre dell’anima e liberiamo dai ceppi impazienti i dèmoni dormienti. I nostri e gli altrui.

E noi? Infine nudi nello spirito, ancora paludati nell’azione, palestrati nell’animo continuiamo a nasconderci nelle segrete latebre delle lubriche piazze affollate. Per poi sbucare alla Kubrik nelle strade bucate e imbucarci, zampillanti e ludici come eroine zompanti, tra gli zombi nei corridoi sussurranti – riservando ai gorgoglianti portici le nostre residue ore aliene (è lì, nelle gallerie urbane, il nostro brodo di coltura).

Sì, io e te siamo nudi nello spirito, paludati nell’azione, palestrati nell’animo…

Perché hai scoperto, come Melissa P., che:

”Lo spirito d’Amore è ancora ostacolato dal nodo posto sul fianco sinistro. Ecco allora che colui che ha slacciato la parte della Sensualità vedrà in me solamente la donna, la bambina, o genericamente, la femmina, in grado solo di ricevere sesso, niente di più (…) Quando poi qualcuno slaccerà solo la parte dell’amore anche in quel caso darò unicamente una parte di me, una parte minima sebbene profonda. Poi, nella vita, un giorno qualsiasi magari arriva quel carceriere che ti offre entrambe le chiavi per liberare te e i tuoi spiriti: sensualità e amore sono liberi e volano.”

Sì, spirito e vita (lo spirito è vita). Ma vita attraverso i sensi…

Ricorda: “Si tratta di arrivare all’ignoto mediante la sregolatezza di tutti i sensi.”



mercoledì 10 giugno 2009

Kind of Blue

Blue-marine

C’è del ‘blu’ nella tua vita?

Blu come l’azzurro del cielo, o blu come blues? (il blues triste, senza nemmeno il rhythm…).

Per capire qual è il tuo stato attuale (in attesa del tuo stato desiderato), se blue sky, blue moon o blue-mood, ascolta Kind of blue di Miles Davis e capirai…

Devi superare l’uomo e anche la donna che sono in te!

Devi riandare con lo spirito alla tua natura ‘essenziale’ (quasi-divina…), alle radici: ma dopo il bagno nelle fonti ancestrali devi asciugarti al sole dell’oggi, per ‘colorarti’ di bronzo o imperlarti di gocce d’ambrosia, come la venere ebony di More & More (di Joe, un singer che più cool…).

Sii duttile come un giunco: io sarò funky, tu chic, ma il Porsche va bene per entrambi!

Perché siamo TGV, non tradotte…

Balla sulle tue rovine, ricomponile, restaurale, ma innesta in esse qualcosa di nuovo, di contemporaneo.

Torna all’età dell’oro per ‘scioglierla’ e fanne una nuova collana.

Solo ora stai aprendo l’ostrica…

I giorni futuri ne siano i grani (le perle nere), gli eoni i bracciali, il “gran giorno” la corona.

Vivi l’oggi, con tutte le sue nuvole (ma non ne vedo più…), vivi il domani malgrè ancora offuscato dalla nebbia quotidiana (ma anch’essa non c’è più…); goditi l’effimero solo per quel che ti serve (baci rubati…) e il duraturo per quel che sa di eternità.

Ma soprattutto coltiva l'ossimoro (tu sei ghiaccio bollente...).

Il grande meriggio è vicino… ma tu devi renderlo, se si può dire, ancor più prossimo, sino a farlo sorgere dentro di te:

l’anima vuole vedere il sorgere del giorno, lo spirito il meriggio, il corpo la controra….

Segui la stella – la terza, a destra… poi diritto fino al mattino. Fermati lì!

Solo allora starai sulla via verso un nuovo mattino. La via del tuono…

Acquista la “libertà di spirito” e rendi schiave le tue cattive inclinazioni. Raffinati, rassodati, ma con passione (e con juicio).

Via mistica, via cosmica, via metafisica, via fisica? Via tutto…

L’importante è ‘ri-suscitare’ la tua vera natura (solo io e te la conosciamo… nessun altro): (re)suscita la tua essenza, falla uscire dalla sostanza, suscitala dalla ‘res’ e attraverso la ‘res’.

Che la res sia extensa o cogitans, fai tu, purché sia intensa!

La tua bellezza salverà il mondo!

Ci trascinerà, ci inebrierà senza ubriacarci, ci possederà…

Anche se Ezra Pound c’insegna che la bellezza è difficile.

Ma a noi niente e nessuno ci fermerà.

Succhiamo il midollo della vita!



domenica 7 giugno 2009

A new day has come

DIES NATALIS


Hai avuto un incontro ‘fulminante’ che ha fatto di uno di questi giorni il tuo dies natalis? Sì, il giorno di inizio di un evento importante…

A new day has come!

Day, dies, diurnus… giorno. Tutto nasce da div: radice indoeuropea che significa luce e, per traslato, Dio. E se c’è Dio, c’è un sottile suono di silenzio…

C’è l’ebbrezza che prende i tuoi sensi e il tuo spirito e c’è la parola che non riesce a esprimere tutti i tuoi sentimenti e che sfiamma in un linguaggio segreto che nemmeno tu riesci a comprendere.

Allora, fermati e ascolta il tuo Dio!

Tutto quello che ti sto dicendo non ti deve stupire: ci sono momenti della vita in cui il tempo normale (il chronos) viene sopraffatto dal tempo oltre (l’aion), in cui si vivono momenti magici, frammenti di eternità. Non solo, ma in questi brevi ‘sprazzi’ di aion ecco presentarsi all’improvviso l’occasione irripetibile, il “tempo propizio” (il kairòs).

Sono questi i momenti in cui puoi succhiare il midollo della vita…

Ma come può accadere tutto questo?

Solo se ti predisponi ad aprirti a tutto il ventaglio di possibilità, se dai la possibilità alla tua ‘essenza’ di uscire dal ‘guscio’ della tua personalità e frantumare la tua ‘corazza’ emozionale e mentale.

Ridisegna nuovi percorsi nella tua “mappa mentale”, apri il tuo cuore all’ascolto emozionale di chi ti parla e ti guarda in modo diverso, non soffermardosi solo sulla tua apparenza ma scavando in profondità.

E io voglio scavare…

Sì, ma lo ‘scavo’ dev’essere subito riempito. Non devi pensare al passato, ma solo al presente (e al futuro, ma reso presente).

Tu sei un unicum (non l’amaro…), sei sparkling champagne…

Brindiamo. Leviamo i calici. E se c’è il calice c’è il ‘graal’: la scoperta di una vita nuova, al di là di ogni contingenza quotidiana.

Ricorda, questo è il giorno! Il Regno è dentro di te e tu sei a un passo sia da Kether (la ‘corona’, nella Kabbalah) sia da Malkhut: la Shekinà, il calice (femminile) divino.

E se con la “tecnologia spirituale”, di cui ti parlerò sempre più spesso, riuscirai a passare da una visione ‘piatta’ del mondo a una weltanschauung sfaccettata come un diamante, allora avrai un approccio alla vita più ‘schietto’, ma anche più ‘brillante’ (smart).

E più che una Cayenne sarai una Ferrari…

Allora, come Jung, potrai dire: Se io credo… Io so!

È ora di lasciarti. Solo qualche goccia di pioggia (dal mio romanzo carillon, riadattato per questo contesto).


Il tempo sospeso, impassibile. Qualche ora ancora per recuperare anni passati e ritenuti ormai irrecuperabili. Ogni azione del tuo ieri, positiva o negativa agli occhi degli esseri umani , aveva il suo valore, irrevocabile, indelebile, il suo imprinting, la sua traccia.

Il percorso era ormai tracciato, ogni perplessità stracciata: circumference (alla Emily Dickinson, pensando però alle gambe di Angie), presenza traboccante, vastità che sempre si dilata. E poi awe – sempre alla Emily –, timore estatico di fronte all’oceano della vita. E tuo nuotavi, senza costume…

“Ponimi come un sigillo sul tuo cuore: così resterò impresso in te per sempre.” Un tatuaggio indelebile, come quello dell’amore fou del Cantico dei Cantici, ma che ora ha preso forma di farfalla notturna. Eppure, quelle ore passate sforbiciando lembi di pelle prima di lasciare il tuo passato non erano ancora terminate: c’era bisogno di un ulteriore ritocco, di una ripassata… Agli occhi del Signore un giorno vale mille anni! Ma tu sei ancora nella tua stanza…

Il cielo nella stanza. Il tempo si è fermato, si è incorniciato vergine come in un quadro alla Botticelli. Tryumphum horae et …ori. Intreccio di bocche ardenti e fumiganti nell’ora (e sul collo) fatale. Ora et labora. Ora sei carica, ricaricata, gasata, inebriata…

Tempo delle emozioni: “… gli innamorati creano un campo psicologico nel quale si attivano particolari fenomeni che, pur prendendo forma nel rapporto, affondano le loro radici in un humus più antico e profondo.”

L’eros, fuoco generatore d’arte, della bellezza, dell’amore. Fosforescenza della vita. Non solo, c’è chi afferma che estasi mistica e sessuale siano affini, coinvolgendo le stesse aree del sistema limbico: amigdala, ippocampo e ipotalamo.

Ma ora dormi: domani sarà un nuovo giorno!



domenica 31 maggio 2009

Killing me softly

KILLING ME SOFTLY (LOVE ME TENDER)

“Da dove veniamo, dove siamo, dove andiamo?”

“Non so cosa voglio, ma so che voglio qualcosa.

“…non so dove sto andando … ma so che sto andando da qualche parte.”

La prima è la “domanda originaria”, quella del primo uomo ‘filosofo’ (subito dopo aver inventato la ruota).

Le altre due sono le risposte di Janey – l’ex modella tornata sul set fotografico a trent’anni suonati (in Bionde a pezzi di Candace Bushnell, l’autrice di Sex and the City) – a chi le chiedeva cosa volesse dalla vita e quali fossero i suoi obiettivi.

Nel primo caso, una domanda con un ‘senso’ (e in cerca di una ‘direzione’), permeata dalle emozioni produttive che accompagnano ogni ‘scoperta’: la ‘fanciullesca’ voglia di novità, la meraviglia, la curiosità…

Tutti ‘stati’, mentali e d’animo, potenzianti per chi vuole ‘crescere’.

E tu vuoi crescere…

Negli altri due casi, il ‘volere’ e il ‘sapere’ (so che voglio qualcosa… so che sto andando da qualche parte):

questi sono due operatori modali ‘positivi’ che condizionano le tue submodalità emozionali, accelerando così i tuoi ‘passi’ verso il traguardo.

Tu non devi stare più dietro alle mode, a ciò che dicono gli altri, a ciò che dice il tuo stesso Io: tu devi seguire il tuo spirito, la tua essenza…

E non devi dire: io voglio! ‘Volere’ indica una mancanza: tu vuoi qualcosa che ti manca, di cui sei privo. Di’: io desidero! Il desiderio, come pure l’immaginazione, è molto più forte della volontà: indica ‘attrazione’e ciò che tu attrai ti verrà incontro, si rotolerà ai tuoi piedi…

Ora, per andare avanti e percorrere questo tracciato di “salita verso la vetta”, devi, anzitutto, aprire una ‘breccia’ nella ‘muraglia’ che fa da perimetro invalicabile alla tua comfort zone (sì, vale per tutti gli uomini e le donne: ognuno ha la sua ‘gabbia dorata’, piccola o grande che sia, da cui non vuole uscire: benessere, stabilità economica e sociale, ganci e agganci dovunque).

Sì, devi uscire dalla ‘gabbia’ del tuo solito modo di pensare.

Slegati la testa!

E per fare questo, devi cominciare, già da adesso, a pensare con la modalità del cosiddetto breakthrough thinking (ossia, per dirla con Deepak Chopra, cercare di migliorare una certa situazione portando all’impossibile le aspettative e impegnandosi al massimo nella ricerca della strada migliore per farla avverare”).

Ora ti dico ‘devi’, perché finora, forse, non hai potuto.

Ma tra poco vorrai! Anzi, desidererai…

(E tra poco userai il ‘presente’ …non più il ‘futuro’.)

Inizia, dunque, a pensare in termini di ‘impossibile’… (l’ho messo in grassetto di proposito).

Infinite possibilità, infiniti ‘mondi’, infinite realtà sono lì, disponibili. Tocca te fare il primo passo….

Are you ready for a miracle?

Devi cambiare ‘immagine’

Devi spogliarti di tutte le convinzioni e i preconcetti limitanti

Devi ri-partire da zero.

Ora, il primo passo che devi fare è: ‘chiarire’ quale sia la tua attuale “posizione nel mondo” e qual è il ‘traguardo’ che ti prefiggi.

La tua ‘posizione-nel-mondo’, il tuo ‘essere-nel-mondo’ (termine filosofico: dasein), è quella che la PNL chiama “stato attuale”.

Il tuo ‘traguardo’ è, invece, il tuo “stato desiderato”: in un certo senso la tua mission, la tua vision, il tuo ‘sogno’ (i sogni son desideri…).

E poi, già da ora, hai la possibilità di ‘aprirti’ al mondo non immediatamente percepibile, incluso il “mondo spirituale”:

è entrato infatti in attività – è diventato ‘operativo’ (dopo il test iniziale) – il famoso “terzo occhio”, quello ‘intuitivo’ (l’oculus fidei dei mistici).

Puoi sin da ora, metterti in ascolto della cosiddetta “sorgente interiore”: ormai tutti i tuoi “sensi sottili” – non solo la “seconda vista” – si sono ‘dischiusi’…

Ora puoi entrare nel mondo dell’impossibile!

Come dice Ronald Laing: “… se la psiche è l’anima, e l’anima è il mondo della nostra esperienza … essa ci fa paura. Non ne vogliamo troppa (di anima) o troppa varietà: la vogliamo ridotta a percezione e immaginazione terrene, niente sogni a colori…”

Ma tu… colora il tuo mondo!

Anche la tua mappa mentale sta cambiando: ora non vedi più la realtà in “bianco e nero”, ma “a colori”.

Puoi cominciare ad ‘acquisire’ le mappe di tutto il territorio.

Puoi cominciare a ri-costruire il tuo mondo (quello interiore e quello ‘esteriore’).

E bada bene: questo non è un approccio religioso o teologico, ma solo l’apertura a una maggiore consapevolezza di sé e del mondo.

È un voler dare una chance alla possibilità dell’imprevedibile, del ‘miracolo’, di ciò che senza apparente causa può cambiare la tua vita o risolvere – come il Deus ex machina delle tragedie antiche – situazioni irrisolvibili.

È, insomma, un arrivare all’Origine, alla struttura più profonda della realtà, alla “forza animatrice delle cose”.

Mi fermo qui, perché, salvo approfondimenti in altra sede, questo dev’essere un approccio eminentemente ‘pratico’.

Mi basta dirti che, per mondo dello Spirito, da non contrapporre al mondo fisico, intendo il mondo delle possibilità estreme,dove tutto è possibile.

Questo può essere un mondo reale per chi è ‘credente’, oppure solo uno ‘stratagemma’: il famoso ‘come se’ (fosse vero) della PNL.

È una strategia’ razionale per andare oltre la mente logica, la quale, oltre le ben note qualità, ha un grave difetto: non prende in considerazione o considera frutto della casualità ogni evento non esplicabile, con il rischio di limitare il campo d’azione delle possibilità umane.

Invece, un approccio non lineare, che consideri le istanze dell’inconscio e del superconscio, ossia di altre ‘dimensioni’, ti consente di ampliare e amplificare al massimo, mettendo in conto il ‘miracolo’, le possibilità di riuscita quando il traguardo sembra irraggiungibile o troppo lontano nel tempo (guarigioni, promozioni in campo lavorativo, exploit professionali, ‘rinascita’ dopo un fallimento, una crisi amorosa o finanziaria, ecc.).

Riuscendo a viaggiare tra il mondo fisico e il mondo spirituale le possibilità di riuscita di strategie vincenti, come la PNL, si incrementeranno a dismisura.

Mi fermo un attimo: hai bisogno di rilassarti.

Domani devi ripartire….Ma domani è un nuovo giorno, quello decisivo!


Esercizio: il “tocco rilassante”.

Mettiti nelle condizioni favorevoli degli esercizi di rilassamento (silenzio, oppure musica chill-out: Althea René, la flautista lounge-jazz, va benissimo; altrimenti, Moments in love oppure Summer Madness. No, troppo 'eccitanti'... meglio un sottile suono di silenzio...).

Chiudi gli occhi:

è tutto nero.

No, non tutto… ecco un puntino bianco formarsi al centro del buio…

Si allarga…

è come un sole, sì, è il sole:

e poi, il nero non è più tanto nero, anzi è blu, azzurro chiaro, con riflessi verdi nella parte inferiore.

Il buio è sparito:

quello che tu vedi è l’azzurro del cielo, il mare blu dalle sfumature verdi.

Lievissimo il suo sciabordio sulla battigia… dolce il suono nelle tue orecchie, leggera la brezza che ti sfiora il corpo, che accarezza la tua pelle: un sottile suono di silenzio…

Tu sei sulla riva, qualcosa emerge dall’acqua: la figura angelica sempre più emerge dalla vicina risacca…

La sua visione ti ‘risucchia’. Il suo sguardo è il tuo sguardo…

Sì, è lei, la tua amata (o il tuo amato), ma bella come un angelo! È un angelo, ma fisico, palpabile…

Esce dall’acqua, ti si avvicina: tu sei ancora seduto, addolcito fino a sdilinquirti per l’emozione, la dolcezza, il ‘satori’, l’estasi, il nirvana… non sai come definirlo.

Lei, lui, si inginocchia, ti prende la mano, ti guarda negli occhi…

Non t’importa più di nulla…

Ok! Già leggendolo ti sei rilassato.

Ora rifai tutta la sequenza (inutile ripetere che puoi reimpostare l’esercizio ‘rievocando’ un tuo evento personale), ma tenendo la mano sinistra rilassata, mentre la mano destra avrà le dita leggermente contratte; poi, al momento culminante (diciamo, quando il lei-lui si accosta a te), quello in cui sei tutto preso dalla situazione – diciamo, al settimo cielo –, premi la punta del pollice contro il lato sinistro (o posteriore) della punta dell’indice (le due dita formeranno un occhiello’).

Per il noto effetto Pavlov del “riflesso condizionato” (quello del famoso cane che salivava al solo sentire il campanellino…), dopo un po’ di prove ti basterà formare l’’occhiello’, premendo indice e pollice, per rilassarti, per ‘addolcirti’ di colpo (senza che ci sia bisogno di rivedere tutto il “film mentale”).

Basta un click…


Torniamo a noi e al nostro breakthrough thinking.

Dopo il reset, tre saranno le colonne portanti di questo tuo nuovo assetto comportamentale:

· Apertura a 360° del tuo ‘ventaglio mentale’

· Uso strategico della parola

· Guida e controllo delle tue emozioni.

Ricorda: ogni ostacolo, ogni dubbio, ogni momento di ‘crisi’, anche nel leggere quello con cui ti sto 'impasticcando' (scherzo: la mia è una smart drug...), è un’opportunità, una nuova ‘chance’ (krisis, in greco, significa: decisione, giudizio, cernita, scelta, separazione…).

Ed è proprio nei momenti di ‘crisi’ che puoi ‘separarti’ da un contesto, da una situazione, e affrontarne un’altra. D’altronde, dei due ideogrammi cinesi relativi al termine ‘crisi’, uno significa pericolo, l’altro opportunità.

Agendo secondo la strategia che ti sto indicando già dall'inizio del mio 'affaccio' sulla 'rete' (a proposito tra non molto uscirà il mio ebook tutto per te!), avrai gli strumenti per sfruttare il secondo ‘ideogramma’.

Ricorda: il caso è il sotterfugio che Dio usa per intervenire quando non si vuole far riconoscere…

(o se preferisci, è il vestito che Dio indossa quando, in incognito, si mescola tra gli umani…)

E non è un caso che tu sia qui, e che tu mi abbia incontrato…

martedì 26 maggio 2009

Never say goodbye


Lettera a un’anima
(a message in the bottle)

“Non vedi come soffrono le coppie? Già quando l’amore è felice e i corpi si congiungono, non riescono a saldarsi, a confondersi in un solo essere. Così nasce la lotta. Ci logoriamo, consumiamo le forze, passiamo i giorni sotto il capriccio altrui.”
Sì, lo so, ci sono difficoltà a gestire se stessi, figuriamoci il rapporto con gli altri…
Eppure, se ti disidentifichi dalle cose, dai pensieri, dalle emozioni… e le ‘guardi’, le ‘tocchi’, le vivi, senza identificarti con esse, mantenendo quel rapporto di ‘distacco’, di “fare come se non facessi” (così direbbero Gesù e san Paolo), o quel pathos della distanza tanto caro a Nietzsche, vedrai come il tuo Io ‘attaccaticcio’ e ‘molliccio’ si abbasserà e comincerà, invece, a innalzarsi il tuo spirito, la tua essenza, insomma il tuo vero(nel senso di Jung e Assagioli).
Sì, quella tua natura (quasi)divina che può portarti al terzo cielo (al settimo, quando la tua estasi si trasforma in gioia ineffabile) o nelle profondità della vita terrena (per provare le gioie umane – anch’esse da gustare. A proposito: terzo e settimo cielo sono la stessa cosa – l’importante è che tu non rimanga a mezz’aria, lì dove ci sono i fumi dello smog…).

Dai, allontanati dalle cose inutili, smettila di essere “aspirata dai tuoi pensieri, dai tuoi ricordi, dai tuoi desideri, dalle tue sensazioni, dalla bistecca che mangi…”
Svuotati dell’estraneità e riempiti di intimità!
Fermati e ascolta il tuo Dio e poi… riparti.
Metti un tigre (lo spirito) nel tuo motore!

E ricorda: tu puoi fare ogni cosa – tutto ti è lecito – direbbe ancora san Paolo (ma non tutto fa bene… aggiunge), purché tu lo faccia con amore (anche con passione, ma devi saperti ‘staccare’ – e ‘riattaccare’ – al momento opportuno).
Insomma, per dirla alla sant’Agostino:
Ama e fa’ ciò che vuoi.

Oh, it’s such a perfect day. I’m glad I spend it with you.
Oh, such a perfect day. You just keep me hanging on.
You just keep me hanging on.
Giorno perfetto. Ora sei cavallo ma coi piedi per terra. Gongolante (e dondolante) tra Lou Reed e Lou Salomé. Canto e anima. Tutta tacchi Jimmy Choo (perfettamente piantati per terra). Ma avresti passeggiato tranquillamente a piedi nudi…
Tu che dici, ora sempre più convinta: “Ricerco la gloria non il successo. Ricerco la bellezza, non la ricchezza. Ricerco la verità, non la menzogna. Io non scrivo libri per intrattenere i passanti, oppure me stessa, io scrivo perché ho una missione, sfondare porte.” Forse ti senti un po’ come Isabella Santacroce, la VM 18 lanciata a sfondare porte…
O forse ti senti: Caos calmo, Cosmos agitato… Ma anche fashion conscious.
Bene, se tu in questi giorni hai avuto un incontro ‘trasformante’, questo altro non è che un’occasione da prendere al volo per volare alto.
Non dire addio alla vita, non ti abbattere, non ti deprimere, solo perché sei in un periodo di confusione. Se sei in crisi è perché stai per avere l’occasione decisiva.
Krisis
significa, non solo crisi, ma soprattutto scelta, opportunità.
Ricorda: non ci sono fallimenti, ma solo strategie sbagliate, che, ora che è il tuo momento, il tuo kairòs, puoi convertire in strategie vincenti.

Affidati al tuo stratega del momento, al tuo mentore, a colui che, sceso come lo Zarathustra nicciano dal monte, ti offre i doni che lo Spirito, in questo kairòs, gli ha messo tra le mani affinché li offra a te.
Senti il tuo cuore ‘riscaldarsi’ (come i discepoli sulla via di Emmaus), senti sbocciare in te l’amore, la pace, la gioia, la voglia di gridare, di saltare, piangere, ridere, rotolarti per terra, volare…
Ma ti senti anche un po’ confusa, disorientata, senza voglia di fare niente, di vedere gente (anche perché non condividi più nulla con la ‘massa’, siano pure tuoi amici).

Allora, non rimanere più sveglia la notte a dondolarti sulla sedia!
Mettiti a letto, lasciati andare e lascia che i tuoi i sogni passino per le porte di corno (quelli che verità li incorona se un mortale li vede).
Intingi in essi la tua plume mentale, strappata all’uccello nottaiolo attardatosi a oziare sullo spoglio ramo e scrivi sul tuo corpo...
Oggi è il giorno…
D’ora in poi ogni tuo piccolo successo quotidiano ti porterà sulle vette, lì dove cielo e terra si fondono e confondono in un amplesso senza tempo, in un sottile suono di silenzio (la voce di Dio).

Tu sei un’’onda’ nell’oceano dell’universo, tu sei un ‘vortice’ nel campo quantistico dell’intero cosmo…
Tu sei!

lunedì 11 maggio 2009

Il Daimon e l'Essenza: gli spiriti gemelli

L’incontro con l’altro è sempre un uscire da sé per entrare in un altro sé: un ‘alieno’, differente dal proprio e indifferente alle ragioni di questo.

Sì, dobbiamo ammetterlo: ancor oggi siamo, quasi sempre, alieni a noi stessi.

Non conosciamo l’altro, ma nemmeno noi ci conosciamo ... Per dirla con Ronald Laing, psicologo ‘radicale’: nessuno oggi, uomo o donna, può mettersi a pensare, sentire od agire se non partendo dalla propria alienazione. E per questo, l’umanità è estraniata dalle sue possibilità autentiche…

Eppure, ogni tanto avvengono degli incontri ‘trasformanti’. Tra questi, l'incontro tra “anime gemelle” (meglio, spiriti gemelli): al di là di caratterizzazioni sessuali o risvolti sentimentali (non per questo da escludersi), quest'incontro 'magico' crea una sintonia, un’empatia (che è ben più di una simpatia), un ‘rapport’ emozionale, per dirla alla PNL, tale da rimuovere le singole alienazioni e promuovere, invece, una singolare ‘comunione’ caratterizzata da uno “spirito di comunità” sintetizzato in due sole persone.

In questo ‘rapport’, più che i corpi o le anime (le menti), sono gli ‘spiriti’ a riconoscersi sin dal primo momento. Un po’ come accadde ai due discepoli sulla strada di Emmaus: essi, pur non riconoscendo il loro Maestro, sentirono però ‘riscaldarsi’, vibrare, fremere, il proprio spirito.

In questo tipo di incontri, quindi, prima s’incontrano gli spiriti, solo successivamente i corpi – ossia le persone con il proprio bagaglio di esperienze (ciascuna con il suo ‘viaggio’: solo che da allora in poi viaggeranno insieme).

L’uno potrà essere il mentore dell’altro, il facilitatore, il coach, l’altra persona sarà la coachee, ma da quel momento in ciascuno dei due ‘gemelli’ si avvieranno ulteriori trasformazioni esistenziali, guidate – più che dagli istinti, dalle passioni o dal proprio Ego – dalla propria ‘essenza’, ossia dalla vera natura essenziale (da ciò che realmente si è: quella che in filosofia si chiamerebbe ousia), che attiverà una presenza costante del divino in e su di loro (parousia).

Che dire... Quando due “spiriti gemelli” s’incontrano gettano la maschera (persona = maschera, in latino) e corrono nudi (essenziali) verso la Verità

E la verità li farà liberi!


Stelle di nervi, arterie di champagne… Sono ebbro di parole! Non posso lasciarvi senza distillarvi qualcun’altra delle mie Gocce di pioggia a Jericoacoara.


La terra bruciava. Il vomere ricominciava a tracciare solchi, il terreno franava sotto i loro piedi. Sorgeva il sole invitto e la luna, sconfitta, impallidiva. Di nuovo albeggiava, dopo il tramonto, l’effimero, l’ossimoro con la esse blesa e la ‘o’ blasé (ma Lorenzo aveva l’erre moscia).

Nessun freno, nessuna remora, nessuna esitazione: il treno del desiderio si lanciò a fari spenti nella prima galleria.

L’universo fisico si fermò. Ma non il flusso erotico, anche eretico, in piena risorgiva, né lo slancio – élan vital – del furor fanico (fanatico e sexy: anche qui l’ossimoro sacro-profano non fa una piega). Il monte (di Venere) franò, preso dal panico (l’irruenza di Pan e del suo flauto ninfo-drive). Prima brividi a briciole, poi tremiti a valanga: la passione prese a correre nuda sopra (e sotto) i corpi, scavalcando ogni ostacolo, scivolandoci sotto (e sopra). Come sopra così sotto. Anche dietro (l’angolo). Ma sempre in avanscoperta.

L’albero m’è penetrato nelle mani, la sua linfa m’è ascesa nelle braccia. L’albero m’è cresciuto nel seno profondo, i rami spuntano da me come braccia.” Sorrisi, gocce, origami. I rivi si fecero torrenti, poi fiumi, infine laghi, ma sempre tempestosi. Alla Ezra Pound. Cime tempestose, valli fiorite. Eros gentile. Fior da fiore, le sinapsi del circuito dell’Eros (esisteranno pure?) si moltiplicavano indefinitamente, creando nuovi circuiti primari e secondari, by-pass e collegamenti volanti. Senza rispettare regole e norme: a rischio di black-out.

Pensiero stupendo. Nasce un poco strisciando. Si potrebbe trattare di bisogno d’amore. Meglio non dire… La stanza s’illuminò di botto: tante lucciole (vere o virtuali) avevano invaso l’ambiente, sia pur chiuso, moltiplicando i lux. In un fiat (anche una paziente di Morelli, altro psico-sub, vide profanata – o consacrata – la macchina-alcova da queste ‘vestali d’amore’ – fatal sincronia o colli fatali?). Solo una voce sottile, quasi di silenzio... lambiva le pareti. Come paracadutata dal cielo. Le carezzava, vellicava, titillava, permeandole e spremendo bolle e bollicine, togliendo i punti neri e disincagliando pori occlusi da troppo tempo, per poi affacciarsi timidamente nella camera e fondersi, ossimoricamente, coi fiati di Lorenzo e Arianna.